FAQs

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e informazioni/consigli tecnici sul come.
Di seguito alcune risposte e tutorial a domande tecniche sui nostri prodotti.
Per visualizzare la risposta basta cliccare sulla domanda di interesse.


Alimentatore: quali sono le caratteristiche tecniche da valutare nella scelta?

Nella valutazione di alimentatore l'efficienza è la caratteristica più importante dell'alimentatore che influisce sul funzionamento di un sistema elettronico, ma ci sono anche altri fattori importanti da prendere in considerazione come sovracorrente, sovratemperatura, corrente di spunto, sovratensione di uscita, deriva, risposta dinamica, regolazione della linea e regolazione del carico

1.In che modo le caratteristiche di un alimentatore influiscono su un sistema elettronico?

Le caratteristiche di un alimentatore influenzano le performance e la progettazione di un sistema elettronico. Tra le caratteristiche importanti di un alimentatore c'è l'efficienza rispetto al range di temperatura specificato. Inoltre, ci sono importanti caratteristiche che proteggono l'alimentatore e il suo carico da danni, come sovracorrente, sovratemperatura, corrente di spunto e sovratensione in uscita. Quindi, ci sono parametri operativi dell'alimentatore come deriva, risposta dinamica, regolazione della linea e regolazione del carico che possono influire sul funzionamento del sistema.

2.In che modo l'efficienza dell’alimentatore influisce sulle prestazioni di un sistema elettronico?

L'efficienza dell'alimentatore determina le perdite elettriche e termiche nel sistema, nonché la quantità di raffreddamento richiesta. Inoltre, influisce sulle dimensioni fisiche del package sia dell'alimentatore che del sistema finale. In più, opera sulle temperature di esercizio dei componenti del sistema e sulla conseguente affidabilità del sistema. Questi fattori contribuiscono alla determinazione del costo totale del sistema, sia sull'hardware che sul supporto. I data sheet degli alimentatori normalmente includono un diagramma di efficienza rispetto alla corrente di uscita, come mostrato in figura 1. Questo grafico mostra che l'efficienza varia in base alla tensione applicata all'alimentatore e alla corrente di carico in uscita.

rappresentazione efficienza di un alimentatore

Efficienza, affidabilità e temperatura di esercizio sono correlate fra loro. Il data sheet dell'alimentatore di solito include requisiti specifici relativi al flusso d'aria e alla dissipazione di calore.

Ad esempio, la temperatura di esercizio ambientale influisce sulla corrente di carico in uscita che l'alimentatore può gestire in modo affidabile. La curva di derating dell’alimentatore (figura 2) indica la sua corrente di funzionamento affidabile rispetto alla temperatura. Sempre la figura 2 mostra quanta corrente può essere gestita dall’alimentatore in sicurezza se funziona con convezione naturale o 200 LFM e 400 LFM.

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Quali sono i requisiti fondamentali di un alimentatore per il 5G?

Le 7 caratteristiche tecniche fondamentali da considerare prima di scegliere un alimentatore 5G

Gli alimentatori per il 5G e per le telecomunicazioni non sono alimentatori generici dove è sufficiente fornire una determinata corrente, ma devono avere dei requisiti ben precisi. Ecco brevemente le caratteristiche principali che devono possedere: Telecomunicazioni 5G
  1. Standard universale Utilizzare prodotti dallo standard universale (come, ad esempio DOSA - Distributed-power Open Standards Alliance), è sempre la scelta migliore poiché assicura una serie di garanzie intrinseche come la compatibilità con altri dispositivi, le dimensioni del package (1/4, 1/8, 1/16 brick) e la definizione di altri requisiti universali. Le dimensioni standard del package, inoltre, danno la possibilità ai progettisti di sostituire rapidamente i prodotti nello stesso package, evitando ore di lavoro e costi aggiuntivi legati alla riprogettazione e alla ricertificazione del PCB, molto utile anche per upgrade da 4G a 5G.
  2. Ampio intervallo di temperature di esercizio Oltre alla temperatura ambiente che varia generalmente da -40° C a + 70° C, anche gli alimentatori e alcuni componenti si surriscaldano, portando le attrezzature per le telecomunicazioni a temperature molto elevate. Naturalmente, solo un alimentatore con un intervallo di temperatura più ampio può soddisfare i requisiti di temperatura di esercizio fino a 100° C.
  3. Maggiore efficienza Il flusso di dati 5G è irregolare e il tempo di utilizzo è variabile; per questo motivo è necessario che l’efficienza e le performances degli alimentatori usati nel mondo delle telecomunicazioni non varino in base al carico, ma che diano il massimo sia a pieno carico, sia “a vuoto”.
  4. Prestazioni EMC eccezionali Tutte le apparecchiature elettroniche sono alla ricerca di buone prestazioni EMC, è molto importante scegliere un alimentatore con prestazioni EMC eccezionali.
  5. Basso consumo energetico in standby per risparmiare energia Il consumo di energia in standby è una specie di spreco di energia e la sua riduzione dovrebbe essere considerata nella progettazione del sistema.
  6. Alta affidabilità Nelle telecomunicazioni 5G l’affidabilità è cruciale per garantire l’alta velocità di segnale.
  7. Economici con Consegne rapide e stabili Lo sviluppo delle telecomunicazioni 5G richiede una grande quantità di apparecchiature di base e allo stesso tempo richiede alimentatori a basso costo, con consegna rapida e stabilità di fornitura.
 

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Effetto Hall, che cosa è? Vantaggi e soluzioni

I controlli elettronici complessi sono diventati parte della vita di tutti i giorni, Elettrodomestici sempre più interconnessi ed intelligenti, in grado di fornire dati ed informazioni in tempo reale. Basta pensare all'ambiente che ci circonda: frigoriferi, forni, lavatrici, lavastoviglie e negli ultimi anni tutte le soluzioni intelligenti dell’home appliance. Uno scenario in cui la componentistica la fa da padrone e in cui la sensoristica ha un ruolo di rilievo per fornire dati ed informazioni in tempo reale sullo “stato” dei dispositivi. Una menzione particolare in questo scenario va ai sensori Hall, Ampiamente utilizzati nei moderni elettrodomestici. Ma che cosa è esattamente un sensore Hall? E il fenomeno Hall?

Effetto Hall cos’è? come funziona?

L’effetto Hall è un effetto elettromagnetico scoperto nel 1879 dallo scienziato E. Hall. fa riferimento alla tensione misurabile attraverso un conduttore (o semiconduttore), quando una corrente elettrica che vi scorre è influenzata da un campo magnetico. In sintesi: l’effetto Hall, riguarda la formazione di una differenza di potenziale tra le opposte facce di un conduttore elettrico; tale differenza è attribuibile a un campo magnetico che si pone perpendicolarmente rispetto al flusso della corrente elettrica. Quando sui terminali di un conduttore si applica una tensione V , questa (se è in continua) promuove un flusso di elettroni uniforme dal punto A verso il punto B, senza che, tra due punti estremi di una sezione trasversale del conduttore (C - D) esista alcuna differenza di potenziale (Figura 1)
Figura 1: rappresentazione flusso di elettroni in un circuito
Se, invece, come indicato in Figura 2, si avvicina un magnete al conduttore, il flusso di elettroni subisce una deviazione dal percorso rettilineo, causato dall’influenza del campo magnetico sulle cariche in movimento all’interno del conduttore, creando un certo ammassamento verso il punto D ed un diradamento nella zona prossima al punto C.
Figura 2: rappresentazione della variazione del flusso di elettroni causata dalla vicinanza del magnete
In queste condizioni infatti una tensione trasversale viene generata perpendicolarmente alla corrente applicata, a causa del bilanciamento della forza di Lorentz e quella elettrica.  
L'effetto Hall e la forza di Lorentz. Le frecce blu, B, rappresentano un campo magnetico che passa perpendicolarmente attraverso la piastra conduttiva.
  Il principio fisico fondamentale dietro l'effetto Hall è infatti  la forza di Lorentz (come illustrato sopra). Quando un elettrone si muove lungo una direzione, v, perpendicolare al campo magnetico applicato, B, sperimenta una forza, F, la forza di Lorentz. In risposta a questa forza, gli elettroni si muovono in un percorso curvo lungo il conduttore e una carica netta, e quindi una tensione, si sviluppa attraverso la piastra. Questa tensione di Hall, VH, obbedisce alla formula seguente, che mostra che VH è proporzionale all'intensità del campo applicato e che la polarità di VH è determinata dalla direzione, nord o sud, del campo magnetico applicato. Con questa proprietà, l'effetto Hall è impiegato come sensore magnetico. Equation 1 Dove:
  • VH è la tensione di Hall attraverso la piastra conduttiva;
  • I la corrente che passa attraverso il plate;
  • q è l'entità della carica dei portatori di carica;
  • ρn è il numero di portatori di carica per unità di volume;
  • t è lo spessore del piatto;
Il risultato elettrico più appariscente è quello della presenza di una tensione, fra i punti C - D, segnalata dall'indice del voltometro. Il sensore ad effetto Hall si sviluppa su tale fenomeno, è il componente in grado di rilevare il campo magnetico generato e la differenza di tensione, producendo un segnale (uscita) opportunamente convertito in uno standard secondo i requisiti del sistema elettronico. Infatti utilizzando l'effetto Hall in un IC è possibile misurare l'intensità del campo magnetico e creare una vasta gamma di circuiti integrati ad effetto Hall per molte applicazioni diverse.

Sensore Hall com’è composto?

Esistono due varianti principali dei sensori Hall divisi per la tipologia di uscita la versione analogica e quella digitale. Vediamo nel dettaglio:

Sensore Hall con uscita analogica

Figura 3: schema a blocchi del sensore di Hall con uscita analogica
Il componente base, normalmente è dotato di tre terminali e tre elementi “integrati”. Di seguito:
Sigla Elemento
+ VCC Tensione di alimentazione positiva;  
GND Tensione di alimentazione negativa;
USC Uscita
STAB. circuito stabilizzatore di tensione, ha il ruolo di alimentare l’intero circuito del sensore integrato. La corrente è costante ed indipendente dalla tensione di alimentazione  
SEH Sensore di Hall
AMPL circuito amplificatore riguarda esclusivamente la tensione di Hall, è collegato in modo differenziale così da essere sensibile esclusivamente alla differenza di tensione presente tra le due facce del sensore Hall. Il segnale uscente sarà poi pronto all’elaborazione tramite circuiti analogici o logici.

Sensore Hall con uscita digitale

Figura 4: schema a blocchi del sensore di Hall con uscita digitale
È la soluzione idonea alle applicazioni logiche, in cui ci sono due stati e normalmente serve l'informazione di "tutto" o "niente". Si può notare la presenza di elementi aggiuntivi in particolar modo:
Sigla Elemento
ELABOR ON/OFF è l’elaboratore, elemento legato all’uscita dell’amplificatore operazionale. L’elaboratore  scatta e varia il suo livello di uscita quando il campo magnetico supera una certa soglia stabilita. L’elaboratore è dotato di isteresi per evitare oscillazioni ed incertezze al momento dello scatto.
TR USC. Transistor NPN di commutazione , l’uscita è di tipo open collector così da garantire l’adattabilità con ogni tipo di circuito. L’uscita consente la funzione logica OR così da poter raccogliere su un unico ingresso il segnale di molti sensori. Il che rende ampiamente utilizzabile questa tipologia di sensore Hall.  
 Questo aspetto comporta ulteriori vantaggi per l’integrazione in quanto è possibile in alcuni casi grazie ad algoritmi di commutazione proprietari integrati nell’IC (integrated circuit) e GUI Software trasmettere i parametri via USB all'EEPROM on-chip, dove vengono utilizzati dall'algoritmo on-chip. Semplificando enormemente lo sviluppo e l’integrazione.

Che vantaggi comporta l’utilizzo dei sensori Hall negli elettrodomestici?

Data l’attuale evoluzione tecnologica i sensori Hall comportano notevoli
  • Ampia gamma di utilizzo: grazie alle uscite digitali e analogiche i dispositivi ad effetto Hall sono trasversali e di ampio utilizzo possono essere utilizzati come sensori di prossimità, posizionamento, rilevamento della velocità e della corrente, tutti fenomeni di calcolo legati al principio Hall.
  • Lunga durata: a differenza di un interruttore meccanico, è una soluzione di lunga durata in quanto non sussistono problemi di usura meccanica.
  • Isolamento ed affidabilità. I sensori ad effetto Hall sono galvanicamente isolati. Possono resistere a valori di corrente molto superiori e a picchi di tensione senza subire alcun danneggiamento.
  • Facilità di implementazione e dimensioni ridotte: un sensore ad effetto Hall può essere inserito ed implementato in progetti complessi con grande facilità, date anche le dimensioni minime e la facilità di collegamento con i circuiti elettronici. Questo offre ai produttori significativi benefici economici dato che possono utilizzare un unico componente standard per tutti i diversi tipi.

I sensori Hall – le soluzioni di CONSYSTEM targate Allegro Microsystems

Consystem S.r.l. , azienda presente nel mercato della distribuzione di componentistica elettronica da oltre 30 anni, offre un ampia gamma di sensori ad effetto Hall, targati ALLEGRO Microsystem, multinazionale americana leader nell'ambito. Alcuni di di particolare rilievo per i white goods.  

Come scegliere il giusto Panel PC?

Le caratteristiche tecniche fondamentali da considerare per individuare il Panel PC adatto alle proprie esigenze

Per trovare il Panel PC compatibile con le proprie esigenze, è possibile seguire alcuni criteri (di seguito alcuni):

I Display dei PC Panel

Le applicazioni software sono spesso ancora ottimizzate per il formato 4:3 con una risoluzione dello schermo di 1024 x 786 pixel. Per questo motivo, oggi i panel PC con display in questo formato sono i più venduti. Tuttavia, ora sono disponibili anche altri formati, per esempio il 16:9, che è il formato standard dei monitor desktop attuali. I Panel PC disponibili sul mercato posso avere diagonali di schermo da 3" a più di 30". Per l'uso esterno, dove la luce del giorno può ridurre notevolmente la leggibilità dello schermo, c'è l'opzione "alta luminosità". Panel PC Chipsee

Classe di protezione DIN

Per l'uso di apparecchiature elettriche in ambienti in cui esiste il rischio di penetrazione di corpi estranei e di umidità, la norma DIN EN 60529 ("Gradi di protezione degli involucri") specifica le cosiddette classi di protezione IP, costituite dall'abbreviazione IP ("ingress protection") e da due numeri di codice successivi. Il primo indica la protezione contro corpi estranei di diverse dimensioni e il secondo contro l'ingresso di acqua in varie forme. La classe di protezione IP65 (molto comune), per esempio, garantisce la tenuta alla polvere di un dispositivo con il numero di codice 6 e la "protezione contro i getti d'acqua da qualsiasi angolo" con il numero di codice 5. Va notato che alcuni produttori si riferiscono solo alla classe di protezione dall'acqua sulla parte anteriore. La massima protezione contro l'acqua è fornita dalle classi 8 ("protezione contro l'immersione permanente") e 9 ("protezione contro l'acqua durante la pulizia con getto ad alta pressione/vapore"), cioè le classi IP68 e IP69.

PC Panel: monitor touchscreen resistivi e capacitivi

Il primo schermo sensibile al tatto è stato sviluppato all'inizio degli anni '70 al centro di ricerca nucleare del CERN, vicino a Ginevra. In seguito, sono state costruite diverse varianti, che differiscono nel modo in cui l'elettronica localizza il punto colpito. Come anticipato sopra, i touchscreen possono essere divisi secondo i loro rispettivi principi funzionali in "resistivi" e "capacitivi", con caratteristiche e vantaggi diversi.

Vantaggi touchscreen resistivo:

  • Meno costoso da produrre;
  • Localizzazione del punto toccato con maggiore precisione, quindi minore probabilità di uso improprio accidentale;
  • Ne consegue anche che il software utilizzato può offrire più piccoli e quindi più pulsanti di selezione sull'interfaccia utente;
  • Lo schermo reagisce anche al tocco con oggetti non conduttivi, come le penne di plastica;
  • Può essere utilizzato con i guanti;
  • Meno sensibile al calore e all'umidità.

Vantaggi touchscreen capacitivo:

  • Meccanicamente molto robusto, funziona anche dopo una rottura del display (fenomeno noto con gli smartphone);
  • Ha una maggiore sensibililtà, dunque è sufficiente una minore pressione;
  • Garantisce un'immagine più nitida grazie a contrasto e luminosità più elevati;
  • "Multi-Touch-Sensing": possibilità di toccare simultaneamente più punti (prerequisito ad esempio anche per lo zoom di un'immagine con 2 dita).

Prestazioni della CPU

Un altro criterio di scelta è rappresentato dalle prestazioni della CPU. In generale, più potente e veloce è la CPU, più alto è il prezzo. I semplici programmi d'ufficio e le applicazioni internet non richiedono l'ultima e più costosa CPU. Con software a dalta intensità di elaborazione, invece, le elevate prestazioni della CPU riducono i fastidiosi tempi di attesa.

Raffreddamento

Molti Panel PC fanno a meno delle ventole di raffreddamento sostituendole con un dissipatore del calore di scarto della CPU nell'ambiente. I vantaggi del raffreddamento senza ventola: una meccanica meno suscettibile nel PC, un passaggio di polvere ridotto al minimo e: non si sente più nulla dal PC.

Interfacce

I Panel PC sono dotati di una vasta gamma di interfacce, oltre alle interfacce standard come Ethernet e USB. Al momento dell'acquisto di questi prodotti, è importante considerare quali e quante interfacce sono necessarie per le proprie esigenze.

Alimentazione

I Panel PC possono avere diversi requisiti di alimentazione. Alcuni richiedono un'alimentazione ben regolata, per esempio 12 V o 24 V. I Panel PC che tollerano un'ampia gamma di tensione in ingresso di 9 - 36 V sono interessanti per l'uso mobile. CONSYSTEM è distributore di leader nel settore come Chipsee. Offre il supporto dedicato di uno specialista tecnico e la possibilità di soluzioni custom.

Come scegliere un alimentatore esterno? 6 aspetti chiave per la selezione di un alimentatore esterno industriale

Quali sono le caratteristiche per selezionare un'alimentatore esterno? Come Consystem evidenziamo sei elementi essenziali da non trascurare durante la scelta di un alimentatore esterno industriale. Vediamoli assieme  

1. Quali sono i requisiti di alimentazione del sistema?

La prima considerazione quando si seleziona un alimentatore è sapere quali siano i requisiti di alimentazione del sistema. Comprendere la potenza, la tensione e la corrente richiesti dal carico del sistema è essenziale per il funzionamento e la sicurezza del sistema finale. Ciò include porsi domande del tipo: "Il mio sistema funziona a potenza costante? Avrò una corrente di picco?"

2. Package – Alimentatore “desktop” o con spina a muro?

Gli alimentatori esterni sono generalmente offerti in due tipi di package: desktop o a muro (con spina fissa o spine intercambiabili). Per molte applicazioni vanno bene entrambe le soluzioni. Tuttavia, ci sono alcuni motivi per cui è meglio selezionare l’uno anziché l’altro. Ad esempio:
  • Range di potenza: generalmente gli adattatori “desktop” sono adatti per applicazioni con potenza più elevata, mentre gli alimentatori “a muro” sono ideali per applicazioni con potenza inferiore. Gli adattatori desktop in genere hanno dimensioni maggiori, motivo per cui offrono anche potenze maggiori.
  • Mercato globale: Se avete intenzione di proporre il vostro prodotto o progetto nel mercato globale /internazionale le soluzioni “a muro” multi-spina e gli adattatori “desktop” sono un'ottima scelta. L’intercambiabilità dei plug (Alimentatore “a muro” multi-spina) e del connettore del cavo d’ingresso (Alimentatore “desktop”) consente di utilizzare lo stesso prodotto cambiando semplicemente il plug o il connettore del cavo per soddisfare gli standard delle prese del mercato finale di riferimento.
  • Messa a terra: gli alimentatori “desktop” offrono l'opzione di ingresso AC a tre fili (con la terra) o due fili (senza terra). Gli alimentatori “a muro” sono disponibili solo con l’ingresso AC a due poli (senza la terra di protezione).
  • Dimensioni e portabilità: Se l’alimentatore si troverà in una parte visibile del sistema finale o verrà utilizzato in una apparecchiatura portatile, bisogna tenere in considerazione l’estetica, la dimensione e il peso del power supply. Gli alimentatori con alta densità di potenza possono aiutare in casi di questo tipo.

3. Opzioni di connettori e plug DC

Una volta definite le caratteristiche principali, è necessario pensare a come l’alimentatore verrà collegato nel sistema finale: in questo modo si passerà alla selezione del connettore d’uscita. Esistono varie tipologie di connettore DC, come ad esempio il connettore DC plug (“a cilindro”) o "P5", ma anche micro USB, DIN, mini DIN etc. Sono diverse le opzioni disponibili, che comprendono la possibilità di cavi spelati e stagnati, oppure con il connettore ad angolo retto in base alla configurazione necessaria per il sistema. Un’altra cosa da considerare è il cavo d’uscita, affinché soddisfi le esigenze progettuali. È abbastanza lungo per raggiungere il tuo prodotto? Ha l'aspetto e la flessibilità desiderati? È importante comprendere che la scelta e/o la successiva modifica del cavo DC può influire sia sulle norme di efficienza che di sicurezza.

4. Normative di efficienza, standard di sicurezza e Agency Mark

Il mercato di distribuzione del prodotto finale è un punto critico per le differenti normative e certificazioni richieste. Molti paesi hanno standard di efficienza che servono a regolamentare la quantità di energia che può essere "sprecata" dagli alimentatori esterni, come ad esempio Level VI per il mercato americano (US). Oltre agli standard di efficienza, è indispensabile assicurarsi che l'adattatore disponga anche delle certificazioni di sicurezza adeguate all’applicazione e al mercato finali. Ad esempio, i prodotti medicali necessitano della certificazione 60601-1 e i prodotti per applicazioni ICT / AV richiedono la certificazione 62368-1. Infine, alcuni paesi hanno il proprio Agency Mark, valido solo per quel paese. È necessario fare dei test aggiuntivi o customizzare il progetto in base a determinate specifiche per soddisfare questi requisiti: CONSYSTEM ha l'esperienza e le conoscenze per lavorare con voi e aiutarvi in queste situazioni.

5. EMI ed EMC

Molti prodotti elettronici devono soddisfare i livelli dei requisiti normativi EMI ed EMC (interferenze elettromagnetiche e compatibilità elettromagnetica). Questi requisiti assicurano che il tuo prodotto non interferisca con il corretto funzionamento di altri prodotti e allo stesso modo che il corretto funzionamento del tuo prodotto non venga influenzato da altri prodotti. CONSYSTEM offre alimentatori certificati secondo le normative EMC ed EMI e, qualora fosse necessario dopo aver testato l’intero sistema, ha anche una gamma completa di Filtri EMI certificati e testati.

6. Integrazione di sistema

Un'altra importante considerazione e domanda da porsi è "Come apparirà la soluzione scelta nel complesso del sistema?". Se il vostro prodotto finale ha un design accattivante e tutto è stato studiato nei minimi dettagli, perché trascurare l’adattatore? Bisogna sempre valutare la possibilità di personalizzare l’estetica dell’alimentatore, ad esempio con un colore specifico o con l’aggiunta del proprio logo.

Per una corretta comprensione delle classi di isolamento per il Power Supply

La protezione dell'utente da livelli dannosi di energia viene tradizionalmente eseguita isolando sufficientemente i componenti in tensione. Come raggiungere questo obiettivo e a quale livello determinerà quale classe di isolamento avrà l'unità? Di seguito trattiamo in dettaglio i tipi di isolamento e le tre diverse classi di apparecchiature. Esistono cinque categorie di isolamento utilizzate dalle diverse classi di apparecchiature: funzionale, base, supplementare, doppio e rinforzato:
  • Isolamento funzionale: livello di base necessario per il funzionamento dell'alimentazione. Questo non impedisce scosse elettriche se toccato.
  • Isolamento di base: offre all'utente una protezione unica e semplice dalle scosse elettriche.
  • Isolamento supplementare: come l'isolamento di base, deve resistere a 1,5 KV AC (2,1 KV DC).
  • Doppio isolamento: l'uso congiunto dell'isolamento di base e supplementare per fornire ridondanza. Se la base fallisce, la protezione supplementare protegge ancora l'utente.
  • Isolamento rinforzato: un singolo strato che funziona allo stesso modo del doppio isolamento
 

Cos'è e come funziona un motore brushless?

Molte volte si sente parlare di motori brushless (senza spazzole) e delle sue diverse caratteristiche.

A fronte di testi molte volti complessi  vogliamo condividere, di seguito,  un  video - sviluppato da JAES -  che spiega  - a nostro avviso -  molto bene le caratteristiche e funzionalità oltre ai vantaggi di un motore Brushless (come durata di vita, alta efficenza, assenza di scintille etc...).

I vantaggi del motore brushless

  • L'ingombro è limitato soprattutto rispetto alla coppia erogata
  • Assenza di spazzole che comporta maggiore durata di vita del prodotto e minor rumore.
  • Alta efficienza e condizioni di rendimento ottimali
  • Rumorosità minima
Svantaggi del motore brushless
  • ll controllo viene effettuato elettronicamente da un controller/ dispositivo elettronico , quindi al costo del motore va aggiunto il costo del sistema di controllo  che deve essere affidabile e facilmente implementabile
Per garantire una corretta gestione dei motori brushless CONSYSTEM offre una ampia gamma di BRUSHLESS MOTOR Driver, Soluzioni ideali per controllare e settare al meglio il funzionamento dei motori brushless. Questi Brushless Motor driver sono progettati per fornire prestazioni a basso rumore udibile, affidabili ed efficienti, riducendo al contempo il tempo di ciclo di progettazione con semplici impostazioni dei parametri tramite GUI di facile utilizzo Scopri di più cliccando QUI  

Che cosa è un INVERTER? come funziona?

Un inverter è un apparato elettronico che ha la funzione di trasformare una corrente continua (DC), in corrente alternata (AC) a una determinata tensione e frequenza, sfruttando una sorgente di corrente continua. L'inverter è normalmente utilizzato per alimentare accumulatori, impianti, condizionatori d’aria, motori elettrici per autoveicoli, gruppi di continuità in meno parole dove è necessaria una conversione da corrente continua a corrente alternata. Col termine "Inverter" si può intendere anche un insieme "raddrizzatore-invertitore", alimentato a corrente alternata ed utilizzato per variare la tensione e la frequenza della corrente alternata in uscita in funzione di quella in entrata (ad esempio per l'alimentazione di particolari macchine operatrici). Per una spiegazione esaustiva , completa e semplice di seguito potete visionare un'ottimo video, sviluppato da JAES
Le varie tipologie di Inverter Ci sono tre tipologie principali di inverter tilizzati per alimentare dei carichi in corrente alternata:
  • inverter ad onda quadra (adatti per carichi puramente resistivi),
  • inverter ad onda sinusoidale modificata (adatti per carichi resistivi e capacitivi, con carichi induttivi possono produrre del rumore)
  • inverter ad onda sinusoidale pura (adatti per tutti i tipi di carichi perchè riproducono fedelmente un'onda sinusoidale uguale a quella della nostra rete elettrica domestica).
  Consystem offre diverse soluzioni e componenti per gli inverter da alimentatori switching della MORNSUN fino a i condensatori della Jianghai. Per maggiori informazioni o supporto  tecnico contattaci!  

Quali sono i MODI di ricarica e i TIPI di cavi/connettori per i veicoli elettrici?

I modi di ricarica e i cavi/connettori per la ricarica delle auto elettriche sono vari. Bisogna fare subito una premessa essenziale: in questo ambito la terminologia è molto importante poiché anche quello che pensiamo essere il sinonimo di un dispositivo ha un significato differente. Facciamo subito un esempio: i MODI sono i metodi per la ricarica, mentre i TIPI sono le tipologie di cavi/connettori utilizzati per la ricarica. Più avanti vedremo altre differenze. La prima considerazione da fare riguarda due concetti strettamente interconnessi:
  • Ambiti di ricarica
  • Modi di ricarica

Ricarica veicoli elettrici: ambito domestico e ambito pubblico

La ricarica dei veicoli elettrici può avvenire in due ambiti:
  • Privato: attraverso rete domestica o wallbox domestica
  • Pubblico: attraverso strutture fisse, strutture di ricarica, wallbox, EVSE o semplicemente colonnine di ricarica su suolo pubblico, in strada, o su suolo privato a uso pubblico come parcheggi, supermercati, centri commerciali ecc.
In ambito domestico, la ricarica avviene in corrente alternata (AC), mentre in ambito pubblico può avvenire in corrente alternata (AC) o in corrente continua (DC). In base alla potenza erogata le colonnine pubbliche possono consentire una ricarica: lenta (slow), accelerata (quick), veloce (fast) o ultra veloce (ultra fast). I tempi di ricarica oltre a dipendere dalla potenza erogata dalla colonnina, dipendono anche dalla potenza accettata dal caricabatterie a bordo veicolo. Se queste due potenze sono divergenti, comanda il valore più basso. La durata della ricarica varia dai 10-15 minuti (ultra fast) fino alle 6-9 ore.   Tabella potenze ricarica  

Modi di ricarica dei veicoli elettrici

I modi di ricarica delle auto elettriche attualmente sono 4 e sono stati definiti dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale (norma IEC 61851-1): Modo 1, Modo 2, Modo 3 e Modo 4. Anche qui vale la pena fare una piccola premessa. Tutte le batterie funzionano in corrente continua (DC), ma come vedremo i primi tre Modi di ricarica sono in corrente alternata (AC), dunque come è possibile in questi casi caricare la batteria? La risposta è semplice: nei veicoli elettrici è presente un caricabatterie (o onboard charger) che all’interno ha anche un convertitore di corrente AC/DC.
  • Modo 1: la batteria dell’auto è collegata direttamente alla rete di alimentazione AC attraverso spine e prese classiche (domestiche o industriali), come un qualsiasi elettrodomestico. La ricarica può avvenire fino a 16 A, sia monofase che trifase. Questa modalità è usata per la ricarica domestica di bici elettriche, di scooter o veicoli elettrici leggeri con batterie di capacità limitata e in Italia non è consentita per la ricarica in ambito pubblico per motivi di sicurezza poiché è l’unico processo di ricarica senza Control Box (normalmente in modalità PWM - Pulse Width Modulation) che risulta fondamentale per garantire la sicurezza durante il processo di ricarica.
Modo 1 di ricarica EV
  • Modo 2: ricarica in AC che prevede l’utilizzo di un Control Box-PWM collocato tra la rete elettrica e il veicolo in carica, normalmente sul cavo di collegamento. Il Control Box-PWM agisce sulla sicurezza solo lato autoveicolo (dal box sul cavo all’auto). La ricarica può avvenire fino a 32 A (con prese domestiche o industriali) monofase o trifase. Anche questa modalità, in Italia, è consentita soltanto in ambito domestico e non in area pubblica.
Modo 2 di ricarica EV  
  • Modo 3: richiede l’utilizzo di apparecchiature e strutture fisse permanentemente collegate alla rete elettrica (ad esempio, le colonnine di ricarica su suolo pubblico). La norma prevede che il Control Box-PWM sia incorporato nella colonnina di ricarica e abbia le seguenti funzioni: verifica inserimento dei connettori, verifica continuità del conduttore di protezione, funzione di controllo attiva (in pratica, il Control Box-PWM agisce sulla sicurezza sia lauto autoveicolo che lato colonnina). In Italia è l’unico modo consentito per ricaricare il veicolo in AC in ambienti pubblici.
Modo 3 di ricarica EV  
  • Modo 4: è caratteristico delle colonnine di ricarica Fast e Ultra Fast, dove la corrente continua erogata direttamente alla batteria del veicolo elettrico non richiede l’ulteriore lavoro del convertitore AC/DC a bordo delle auto, poiché tale convertitore è esterno ed è contenuto nel caricabatterie incluso nella colonnina (specifichiamo per chiarezza che questa è l'unica modalità di ricarica in cui il caricabatterie non è incluso nell’autoveicolo, ovvero è esterno allo stesso ed è contenuto nella colonnina di ricarica). Inoltre, sempre nella colonnina è presente un conduttore pilota di controllo che si estende alle attrezzature permanentemente collegate alla rete. Salvo disposizioni nazionali specifiche, la ricarica può raggiungere massimo 350 kW (normalmente 22 KW) con connettori CCS2 (o denominato anche COMBO2 - standard Europa, dunque anche Italia) o CHAdeMO (standard Giappone).
Modo 4 di ricarica EV

Altre terminologia ed elementi fondamentali per consentire la ricarica

Come abbiamo specificato all’inizio, la terminologia è fondamentale per non creare confusione in un settore in continua evoluzione. I termini "spina" o "connettore", come già detto all’inizio di questo breve articolo, potrebbero essere considerati tranquillamente due sinonimi, invece in questo ambito hanno significati completamente diversi. Vediamo però in dettaglio i termini e il loro significato:
  • Il cavo flessibile (cable) serve per stabilire la connessione elettrica tra il veicolo elettrico e il sistema di ricarica ed è munito di spina e/o di connettore mobile agli estremi. È chiamato anche semplicemente cavo di ricarica o cord-set.
  • Il connettore mobile (nel testo lo definiamo semplicemente come connettore) è il meccanismo di accoppiamento, incluso a un cavo flessibile, con il veicolo elettrico (in inglese è chiamato connector, alcune volte viene anche chiamata presa mobile, da qui possiamo vedere come la terminologia possa trarre in inganno…).
  • La spina fissa al veicolo (chiamata in inglese inlet o anche connettore fisso) è il meccanismo di accoppiamento del veicolo che è incorporato o fissato al veicolo elettrico.
  • La presa fissa (socket outlet) è installato nel sistema di ricarica fisso per la connessione all’impianto di un cavo flessibile dotato di spina mobile.
  • Infine, abbiamo la spina mobile (plug) che è incluso al cavo flessibile e si connette all’impianto di ricarica con una presa fissa.
  Collegamento del veicolo elettrico alla stazione di ricarica    

Collegamento del veicolo elettrico alla stazione di ricarica

Per collegare il veicolo elettrico alla rete di alimentazione, esistono, ad oggi, tre tipi di connessione, normati:
  • Caso A: Si connette il veicolo elettrico al punto di carica utilizzando un cavo di alimentazione e una spina permanentemente fissati al veicolo stesso (normalmente Modo 1)
  • Caso B: Si connette il veicolo elettrico al punto di carica utilizzando un cavo di alimentazione rimovibile provvisto di connettore mobile (lato autoveicolo) e spina mobile (lato colonnina) per il collegamento alla presa di alimentazione in AC (normalmente Modo 3, nel Modo 2 c’è bisogno di un Control Box-PWM posto nel mezzo del cavo di ricarica).
  • Caso C: Si connette il veicolo elettrico al punto di carica utilizzando un cavo di alimentazione e un connettore mobile (lato veicolo) permanentemente fissati all’impianto di ricarica (normalmente Modo 4).
  Collegamento del veicolo elettrico alla stazione di ricarica  

Tipologie di cavi/connettori di ricarica AC e DC

È giunto adesso il momento di parlare dei diversi tipi di cavi/connettori di ricarica per auto elettriche. E’ bene ricordare e ripetere che si parla di sistema presa/spina sul lato stazione di carica e di connettori se ci si riferisce al lato veicolo. Per ricaricare un veicolo in AC le tipologie di connettori più utilizzate sono le seguenti:
  • Tipo 1 (Type 1): può erogare tra 3 e 7,4 kW e supporta solo un’energia elettrica monofase fino a 32 A 230V. Include una protezione aggiuntiva per bloccare il connettore durante la carica, per evitare la disconnessione. È approvato come standard giapponese. Si trova solo lato veicolo.
  • Tipo 2 (Type 2): consente una ricarica tra 3 e 43 kW, fino a 22 Kw con cavo staccabile (ambito domestico) e fino a 43 kW con cavo fisso (colonnine di ricarica pubbliche). Può supportare un’energia elettrica monofase e trifase fino a 32 A 230/400V. È approvato come standard europeo. Si trova lato veicolo e lato colonnina.
A completamente dell’argomento, esistono altri due Tipi di connettori (lato colonnina): il Tipo 3A (utilizzato solo per veicoli leggeri come scooter e quadricipiti; e il Tipo 3C ormai in disuso. Infine, nel Modo 1 la spina permanente è una normale spina casalinga tipo Schuko (può essere presente nel Modo 1 ma anche nel cavo di ricarica con Control Box-PWM del Modo 2). Per ricaricare un veicolo in DC (Modo 4) esistono due tipologie di connettori:
  • CHAdeMO: è lo standard per la ricarica veloce in DC più diffuso al mondo e consente una ricarica fino a 100 kW. I veicoli dotati di questo standard hanno due connettori: un CHAdeMO per le ricariche Fast in DC e un connettore per la ricarica in AC (solitamente di Tipo 1).
  • CCS (Combined Charging System): si tratta di un connettore “combinato”. In Europa, la base è quella del connettore di Tipo 2, a cui vengono aggiunti due pin (è infatti chiamato anche CCS Combo2 o CCS2). È pensato appositamente per la ricarica in DC, ma può caricare sia in AC che in DC fino a 350 kW.
  CONSYSTEM offre un’ampia gamma di cavi e connettori per EV-charger sia AC che DC, tutti targati Degson, azienda cinese hi-tech specializzata in soluzioni di connessione industriale. Inoltre, CONSYSTEM ha degli specialisti dedicati ai cavi e connettori per colonnine elettriche di ricarica, a disposizione per fornire assistenza e supporto tecnico su misura sulle esigenze e richieste dei clienti.

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Come si integra la tecnologia RADAR con i sistemi di sicurezza? La grande sfida!

Lo sviluppo ulteriore dei sensori radar sta aprendo molte possibilità per il settore della sicurezza, ma i produttori di apparecchiature di sicurezza hanno difficoltà a implementare questa tecnologia nei propri prodotti. Spesso mancano delle competenze e delle risorse di sviluppo necessarie per l'impiego della tecnologia radar. L'integrazione di questa tecnologia comporta alcuni ostacoli che difficilmente possono essere superati senza il know-how necessario della tecnologia radar.

Integrazione della tecnologia RADAR Perché la tecnologia Radar è complicata

Solo poche aziende in tutto il mondo sono specializzate in questa tecnologia: impiegano esperti che dispongono delle competenze necessarie per gestire la tecnologia radar. La loro esperienza e know-how si basa su anni di apprendimento. Gli esperti di questo settore non sono molti. I produttori di apparecchiature di sicurezza raramente dispongono di tali specialisti radar all'interno della propria azienda. Anche le grandi aziende dipendono dall'assistenza di esperti. Le complesse applicazioni radar stanno raccogliendo gradualmente consensi e vantano maggiore affidabilità, precisione e funzioni. Inoltre, entusiasmano le compagnie di sicurezza. Tuttavia, l'implementazione del componente radar richiede ai produttori di apparecchiature di sicurezza di investire tempo e manodopera. L'integrazione radar è una vera sfida.

Cosa rende così difficile l'integrazione della tecnologia radar?

Oltre alle difficoltà, minori, come la compatibilità hardware e la corretta scelta del prodotto, l'elaborazione del segnale è di gran lunga il problema più grande affrontato durante l'integrazione. Questo inizia con la giusta scelta del metodo di elaborazione, che dipende dalle caratteristiche del radar. Senza una conoscenza approfondita, è impossibile analizzare correttamente i rilevamenti.

I seguenti aspetti richiedono rilevanti competenze sulla tecnologia Radar:

   

Prevenzione di segnali di interferenza e rilevamenti errati

Come ogni tecnologia di misurazione, il radar non fornisce sempre risultati puliti. I rilevamenti errati devono essere riconosciuti e corretti. A seconda del principio di funzionamento del radar, della larghezza di banda, della distanza, dei fattori ambientali e dell'oggetto, i dati grezzi hanno numerosi effetti specifici. Mentre segnali utili come l'effetto Doppler aiutano a rilevare un oggetto, i segnali di interferenza portano a rilevamenti ridondanti o errati. Questo deve essere preso in considerazione nell'elaborazione del segnale digitale al fine di garantire dati non contaminati. Utilizzando algoritmi, il sistema distingue in modo affidabile segnali utili e segnali di interferenza.

Filtraggio di rilevamenti irrilevanti

Al fine di implementare funzioni radar più complesse, è necessario sviluppare algoritmi estesi. Ciò comporta un filtro specifico per l'applicazione dei dati radar. Nell'area di sicurezza, non è sufficiente eliminare semplicemente i segnali di interferenza. L'obiettivo è quello di concentrarsi su eventi particolari. Il sistema deve risolvere i rilevamenti innescati da animali, cespugli, pioggia o vento. Tuttavia, questo va ben oltre gli algoritmi di base.  

Classificazione degli oggetti

Oltre ai filtri, l'identificazione e l'osservazione degli oggetti è un aspetto importante dell'elaborazione del segnale digitale. Ciò richiede classificazione e tracciamento mediante algoritmi. A tale scopo sono richiesti processi di apprendimento automatico. La tecnologia si sta sviluppando sempre più nella direzione dell'intelligenza artificiale al fine di rilevare modelli. Insieme alla rappresentazione dei dati degli oggetti, ciò comporta costi di manodopera elevati in termini di sviluppo del software.

Test e configurazione dell'applicazione

Per l'analisi del segnale specifica dell'applicazione, è necessario dedicare un bel po' di tempo ai test dell'applicazione. Successivi adeguamenti sono basati sui risultati ottenuti da questo importante aiuto per ottimizzare l'elaborazione e il tracciamento del segnale. Questi test in condizioni reali sono estremamente dispendiosi in termini di costi e manodopera.  

Elaborazione di volumi di dati in real time

Con complessi sistemi radar dotati di numerosi canali, ne conseguono elevati volumi di dati. Nel campo della tecnologia di sicurezza, è importante che questi vengano elaborati in tempo reale. La trasmissione ritardata o interrotta aumenta il rischio per la sicurezza. Per superare questa sfida, è necessario trovare e implementare una soluzione tecnica adeguata senza essere soggetti a perdite. Anche l'elaborazione dei dati deve essere intensamente trattata. L'implementazione di tutti gli aspetti sull'integrazione della tecnologia radar comporta un estensivo e un lungo lavoro di sviluppo. La maggior parte delle società di tecnologia radar sviluppa solo front-end o semplici sistemi radar che funzionano solo con algoritmi di base che digitalizzano i segnali analogici e filtrano i rilevamenti errati. Normalmente non coprono funzioni più impegnative come il tracciamento degli oggetti, il riconoscimento di schemi o la classificazione. Fino ad ora, l'elaborazione approfondita del segnale è stato spesso un grosso ostacolo da parte dei produttori dell'applicazione di sicurezza finita. Alcuni produttori di apparecchiature di sicurezza erano pertanto soliti rinunciare a complesse applicazioni radar. Ma con i progressi della tecnologia, è ora disponibile un nuovo approccio per risolvere il problema.

Integrazione più semplice con soluzioni radar avanzate

Negli ultimi anni, gli esperti di radar si sono avvalsi delle ultime scoperte tecniche disponibili nel campo dello sviluppo del software. L’importanza dell'elaborazione del segnale è aumentata in modo significativo: consente di eseguire attività sempre più complesse via radar in modo economico. Di conseguenza, la tendenza tende ai prodotti radar che osano compiere un passo cruciale verso il prodotto finale: da un componente radar a un sistema radar. Questi sistemi sono dotati di elaborazione avanzata del segnale. Forniscono dati puliti, filtrando rilevamenti errati o segnali interferenti. Le "tracce fantasma" sono già prese in considerazione durante lo sviluppo. I sistemi vantano anche utili funzioni di filtro. Ciò consente all'utente di concentrarsi su eventi importanti e di nascondere tutto ciò che non ha importanza. I sistemi avanzati hanno funzioni utili e quindi migliorano la facilità d'uso per gli utenti finali. Sono già ottimizzati e provati in modo ottimale per soddisfare le esigenze dell'applicazione. I risultati della misurazione sono recuperabili in modo affidabile e sempre più precisi. Al fine di sviluppare tali prodotti, le aziende di tecnologia radar stanno ampliando sempre più la loro gamma di attività. Ad esempio, stanno lavorando su test applicativi e lo sviluppo di algoritmi. Questo lavoro preliminare semplifica enormemente l'integrazione del radar. I produttori di apparecchiature di sicurezza possono utilizzare il sistema per i loro prodotti senza approfondite conoscenze radar o lavori di integrazione. Ciò accelera la fase cruciale del time-to-market e facilita l'accesso alla tecnologia.  

Lo Smart Tracker di InnoSenT

Il sistema radar iSYS-5021 costituisce proprio una tale innovazione per l'industria della sicurezza. La licenza tracker disponibile include l'elaborazione completa del segnale e le utili funzionalità di Smart Tracker. I System integrator erano soliti mostrare numerosi rilevamenti radar, quindi li attribuivano correttamente a un oggetto e li separavano. Questa attività è ora affidata alla funzione di tracciamento. Il sistema radar raggruppa i singoli rilevamenti radar in oggetti e li traccia nel tempo. La linea di movimento delle persone viene visualizzata usando le tracce. Sono inoltre disponibili importanti funzioni di filtro e classificazioni di oggetti: il sistema distingue tra persone e veicoli e filtra in modo affidabile fattori interferenti come pioggia o vento. Utilizzando un'interfaccia utente, l'utente può impostare varie configurazioni in modo molto semplice e individuale. Ad esempio, definiscono l'allarme e ignorano le zone per concentrarsi sul monitoraggio di determinate aree. Gli esperti radar hanno già eseguito con successo i numerosi test applicativi necessari per calibrare il sistema e hanno adattato in modo ottimale il sistema all'utilizzo del perimetro e al monitoraggio di strutture esterne su larga scala.

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